Shopify è la scelta più adatta quando il lavoro principale è gestire le vendite; Squarespace può essere preferibile quando il negozio ruota attorno a presentazione, portfolio e contenuti. Nel confronto contano anche il tipo di prodotto e la struttura delle commissioni: abbonamento, elaborazione dei pagamenti e commissioni della piattaforma sono voci distinte, con un peso diverso per prodotti fisici e contenuti digitali.
Shopify e Squarespace: le differenze di impostazione
| Aspetto | Shopify | Squarespace |
| Orientamento della piattaforma | Gestione del commercio online, in presenza e su più canali | Creazione di siti con vendita di prodotti, servizi e contenuti |
| Costruzione della vetrina | Temi e strumenti di modifica del negozio | Modifica dei contenuti tramite trascinamento |
| Hosting | Incluso nel piano | Incluso nel piano |
Gestione delle vendite o presentazione del sito?
La prima decisione riguarda il lavoro quotidiano: aggiornare un catalogo e coordinare gli ordini, oppure costruire un sito nel quale contenuti e presentazione accompagnano una selezione di prodotti. Il numero di articoli, da solo, non basta a scegliere.
Shopify per un’attività centrata sugli ordini
Shopify merita particolare attenzione se vendi attraverso più canali, gestisci scorte o affianchi le vendite online a quelle di persona. La sua pagina ufficiale dedicata ai piani presenta strumenti per inventario, ordini, vendita multicanale e vendita in presenza. Il catalogo statunitense comprende inoltre Shopify Markets, valute locali, traduzione della vetrina e personalizzazione per area geografica.
Il vantaggio pratico è poter valutare queste esigenze come parti dello stesso sistema commerciale. Per un negozio che deve coordinare disponibilità, canali e ordini, sono criteri più importanti della sola libertà di impaginazione. Per chi vende all’estero, invece, la scelta richiede anche di individuare le valute e i metodi di pagamento necessari ai propri clienti: le condizioni di pagamento dipendono dal paese.
Questo orientamento può interessare anche un artista. Chi vende opere in più occasioni e canali può attribuire più valore alla gestione commerciale che alla costruzione del portfolio.
Squarespace per un sito nel quale il contenuto sostiene la vendita
Squarespace è una candidata sensata per un marchio che deve raccontare il proprio lavoro, presentare progetti o affiancare una piccola selezione di prodotti a un sito editoriale o professionale.
Nella propria prova degli editor, Website Builder Expert ha rilevato maggiore libertà di personalizzazione diretta con il trascinamento su Squarespace rispetto all’editor Shopify esaminato. È un’osservazione riferita alle interfacce provate dalla testata, utile per orientare una valutazione del modo di lavorare sul sito.
Per un artista che vende soprattutto attraverso il portfolio, questo può favorire Squarespace. Per un negozio che aggiorna spesso prodotti e disponibilità, conviene invece dare più peso alle operazioni sul catalogo. La distinzione riguarda il flusso di lavoro, non la categoria professionale del venditore.
Abbonamento e commissioni: le voci da separare
Il costo della piattaforma nasce dalla somma di componenti diverse:
- Abbonamento: il canone del piano, con condizioni differenti tra pagamento mensile e annuale.
- Elaborazione dei pagamenti: la commissione per incassare una transazione, spesso composta da una percentuale e da una quota fissa.
- Commissione sulle vendite della piattaforma: un ulteriore addebito che può dipendere dal piano o dal gestore dei pagamenti utilizzato.
- Commissione sui contenuti digitali e sugli abbonamenti dei clienti: una categoria specifica prevista dai piani Squarespace statunitensi.
Squarespace indica Squarespace Payments come disponibile in Italia nella sua pagina ufficiale dei piani e dei pagamenti. Per il budget del negozio, disponibilità del servizio, tariffa di elaborazione e commissioni del piano restano elementi da valutare separatamente.
Un esempio statunitense rende concreta la differenza. Al 12 ottobre 2026, Shopify Basic prevede una commissione aggiuntiva del 2% quando si usa un gestore dei pagamenti esterno al posto di Shopify Payments. Squarespace Core applica invece lo 0% alle vendite del negozio online e il 5% ai contenuti digitali e agli abbonamenti dei clienti. L’elaborazione dei pagamenti è una voce separata in entrambi i casi.
Squarespace Help descrive nel proprio tutorial le funzioni comuni ai piani, fra cui modifica tramite trascinamento, vendita di prodotti senza un limite numerico, fatturazione, corsi e abbonamenti. I livelli Basic, Core, Plus e Advanced cambiano poi per commissioni e altre risorse, come lo spazio per i video.
Prodotti fisici: lo stesso volume di vendite può avere lo stesso costo
Nell’esempio statunitense, Shopify Basic e Squarespace Core arrivano entrambi a 204 $ al mese di abbonamento ed elaborazione dei pagamenti. Il risultato deriva dalle tariffe pubblicate il 12 ottobre 2026 e dalle stesse ipotesi per entrambi:
- piano con fatturazione annuale;
- 100 ordini al mese;
- valore medio dell’ordine di 50 $;
- vendite mensili lorde di 5.000 $;
- pagamenti nazionali statunitensi con carte standard;
- Shopify Payments per Shopify Basic e Squarespace Payments per Squarespace Core.
Shopify Basic e Squarespace Core costano ciascuno 29 $ al mese, come equivalente mensile del canone annuale. Shopify indica una tariffa online per carte standard a partire dal 2,9% + 0,30 $; Squarespace Core indica il 2,9% + 0,30 $ per il percorso di pagamento considerato.
Il calcolo dell’elaborazione è quindi:
5.000 $ × 2,9% + 100 × 0,30 $ = 175 $ al mese.
Aggiungendo il canone, il subtotale è 175 $ + 29 $ = 204 $ al mese per ciascun piano. Su Squarespace Core la commissione sulle vendite del negozio online è dello 0%; con Shopify Payments non si aggiunge la commissione Shopify Basic prevista per un gestore esterno.
È una simulazione, non una fattura: il calcolo esclude rimborsi, imposte, applicazioni opzionali, rinnovi del dominio, contestazioni e altri metodi di pagamento. A queste condizioni, la scelta fra le due piattaforme si sposta soprattutto sul lavoro operativo e sugli strumenti aggiuntivi necessari.
Contenuti digitali: il piano meno caro può costare di più
Per un’attività che vende contenuti digitali o abbonamenti, la commissione specifica può pesare più del canone. La struttura statunitense di Squarespace, al 12 ottobre 2026, è questa:
| Piano Squarespace negli Stati Uniti | Canone mensile equivalente, con fatturazione annuale | Commissione sulle vendite del negozio online | Commissione su contenuti digitali e abbonamenti |
| Basic | 19 $ | 2% | 7% |
| Core | 29 $ | 0% | 5% |
| Plus | 49 $ | 0% | 1% |
| Advanced | 99 $ | 0% | 0% |
Le commissioni di elaborazione dei pagamenti si aggiungono a quelle indicate nella tabella. Un venditore di contenuti deve quindi considerare la colonna relativa alla propria offerta, oltre al canone.
Quanto cambia il conto su Core e Advanced
Riprendendo le stesse ipotesi statunitensi — 100 ordini da 50 $, per 5.000 $ mensili lordi, con carte standard nazionali e fatturazione annuale — su Squarespace Core il calcolo è:
- 29 $ di abbonamento;
- 175 $ di elaborazione dei pagamenti;
- 250 $ di commissione sui contenuti digitali, pari al 5% di 5.000 $.
Il subtotale è 454 $ al mese.
Squarespace Advanced applica invece lo 0% sui contenuti digitali e una tariffa per le carte del 2,5% + 0,30 $ nell’esempio statunitense. L’elaborazione diventa 5.000 $ × 2,5% + 100 × 0,30 $ = 155 $. Sommando il canone di 99 $, il subtotale è 254 $ al mese: 200 $ in meno rispetto a Core nello stesso scenario.
Il canone più alto viene quindi compensato dalle commissioni inferiori a quel volume di vendite. Anche questi importi sono simulazioni ed escludono imposte, applicazioni, altri metodi di pagamento e costi di distribuzione dei contenuti.
Per Shopify Basic, i 204 $ dell’esempio rappresentano abbonamento ed elaborazione delle carte. Al budget di una soluzione per prodotti digitali va aggiunto l’eventuale costo dell’app scelta per la consegna dei file o dei contenuti.
Squarespace ha inoltre chiuso le nuove sottoscrizioni al piano autonomo precedente Digital Products il 23 luglio 2026. Nei piani attuali, la commissione sui contenuti digitali dipende dal livello del piano del sito.
Servizi e appuntamenti: conta anche il sistema di prenotazione
Vendere un servizio e organizzare gli appuntamenti sono esigenze collegate, ma hanno costi distinti. Squarespace identifica Acuity Scheduling come abbonamento separato, con fatturazione propria rispetto al piano del sito. Website Builder Expert descrive invece il ricorso ad app per le prenotazioni su Shopify.
Per un professionista, la valutazione deve quindi comprendere il percorso completo: presentazione del servizio, scelta dell’appuntamento, pagamento e gestione della prenotazione. Scegliere in base alla sola pagina di vendita lascerebbe fuori una parte del lavoro quotidiano.
Un controllo pratico prima di sottoscrivere il piano è provare le attività che svolgerai più spesso:
- Prodotti fisici: inserire un prodotto, aggiornare la disponibilità e seguire un ordine.
- Portfolio con negozio: modificare una pagina di progetto e collegarla all’offerta commerciale.
- Contenuti digitali: costruire il percorso dall’acquisto all’accesso al contenuto, includendo l’eventuale app necessaria.
- Appuntamenti: valutare insieme sito e strumento di prenotazione, con i rispettivi abbonamenti.
L’hosting è incluso nei piani di entrambe le piattaforme. Per Squarespace, però, ogni sito richiede un proprio piano; Acuity Scheduling, Email Campaigns e altri prodotti hanno una fatturazione separata. Chi gestisce più siti o aggiunge prenotazioni e campagne email deve quindi sommare questi abbonamenti al canone del sito.